Come sempre si tende ad appiccicare alla parola “mondo” la visione e la conoscenza che del mondo si ha, non certo quindi oggettiva ma soggettiva. Si dice mondo ma in realtà si dovrebbe dire “il mio paese” se non addirittura “la mia città”… si pensa quindi al mondo soprattutto in questi anni come ad un luogo di sprechi, con poche o nulle speranze per il futuro, con molta chiusura e dove c’è poca condivisione e molto individualismo. Certo tutto questo c’è ed è realista considerarlo, però più ci spingiamo nella ricerca più affiorano realtà che a noi sembrano nuovissime e appena scoperte mentre sono assodate e quotidiane per altri. Sto parlando per esempio delle esperienze Helpx come quelle che abbiamo fatto finora, oppure del couch surfing del quale avevamo parlato tempo addietro e al quale dedicheremo forse già dopo il nostro arrivo altre riflessioni e i racconti di questi giorni a Innsbruck. Infine l’ultima filosofia che abbiamo scoperto in pratica ma che in teoria già conoscevamo è il “car sharing” o “car pooling” e cioè la condivisione di spese e viaggio di tratte in macchina. Semplice ed efficace: si divide la spesa, si divide il viaggio rendendolo meno pesante, si inquina meno e si espandono le conoscenze..
Ci piace davvero molto! E’ parte integrante di tutte le altre filosofie, è geniale tanto quanto semplice, ed è assolutamente il futuro di tutta la parte di umanità che non vuole morire isolata in una stanza, grigia senza speranza e con un mondo devastato e inquinato. Dobbiamo iniziare ad usare questi strumenti perché più la gente dal basso li renderà quotidiani, più diventeranno parte della quotidianità e linfa vitale per un ricco scambio e una stupenda crescita. Alla stazione dei treni di Stuttgart infatti c’erano cartelli che indicavano “car sharing” segno che inizia ad essere considerato dalle autorità locali. Come esempio poi di innovazione a Friburgo c’è un quartiere chiamato “Vauban” dove quasi tutte le abitazioni sono equipaggiate da pannelli fotovoltaici, dove le macchine sono quasi bandite e parcheggiate solo in due parcheggi a piani, dove l’uso della macchina è quasi inutile grazie ad un ottimizzazione dei servizi e dei mezzi pubblici. La cosa bella è che tutto questo è stato voluto dagli stessi cittadini, che hanno conversato con le amministrazione. Inoltre nello stesso quartiere molti cittadini praticano il sistema del “co-hosing” cioè di condividere la casa in più famiglie per ridurre costi e sprechi abbracciando in un certo senso i valori ecosostenibili di una comune. Tutto questo non è fantascienza ma realtà, molto vicina a noi più quanto crediamo.
Solo qualche anno fa non avevo la benchè minima idea dell'esistenza di queste realtà, e ciò mi dimostra che certe idee di libertà di condivisione e apertura non sono solo utopie e che vale la pena crederci e spingerle..
Per ora è tutto, ma come detto sopra racconteremo delle due esperienze di coach surfing (una finita e una in corso)..
Ale
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