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domenica 18 dicembre 2011

Giovedì 15 Dicembre - alcuni pensieri...


Irene: Oggi sono a casetta (il caravan!) da sola, infatti si è deciso che turnandosi una persona al giorno rimane dentro per pulire, sistemare, fare il fuoco e cucinare per i lavoratori che ritornano stanchi la sera. Oggi però è anche una giornata particolare in quanto Ale e tutti gli altri sono già partiti presto per andare a prendere nel gregge i pecori maschi. Seguirà racconto di Ale.
Ecco a voi invece il fluire dei miei pensieri in questa giornata solitaria al calduccio:
Allora immaginatevi la vostra sala da pranzo, stretta e lunga. Questa è la dimensione del caravan base dove, dall'entrata (in uno dei lati più corti) a sinistra, troviamo una stufa della nonna a legna, due fornellini da campeggio e legna da ardere, a destra una credenza di legno abbastanza grande da farci stare tutto il necessario da mangiare, spazzature varie e un tavolo con tè e teiera. Al centro del caravan c'è un tavolo sostenuto da delle casse in modo che possa essere tolto quando si vuole per fare più spazio. Al di là del tavolo inizia la parte dormitorio costituita da due piani con materassi e coperte varie. Proprio ieri il figlio di Hans (il capo pastore) che si chiama Gunder, ribattezzato tra me ed Ale anche Gandalf :-), ha costruito con del legno un panello scorrevole in modo da chiudere la parte del dormitorio. Vi state chiedendo dov'è il bagno? Bene, uscendo dal caravan e andando verso la parte opposta dell'entrata vi è una stanzina minuscola adibita a bagno con water ma ovviamente con un secchio sotto dove si usa la () per ricoprire il tutto e che viene svuotato da noi nel bosco ogni tre giorni. La carta igienica c'è però!!
Ovviamente niente doccia o lavello, entrambi vengono sostituiti dall'amica bacinella che con dell'acqua calda diventa all'occorrenza lavello per lavare i piatti, lavandino per le mani o “doccia” per darsi una simil-sciaquata..
Per ora in realtà non abbiamo ancora provato l'esperienza della “doccia”, essendo comunque a quanto pare poco gettonata e comunque di difficile esecuzione.

Questo caravan è proprio nuovo, è stato costruito da loro l'anno scorso! E' fatto in pratica tutto di legno e dentro c'è sempre un bel calorino. Ci raccontavano che l'inverno passato dovevano stare tutti nella stessa roulotte dove noi dormiamo che se poteste vederla vi chiedereste anche voi davvero come hanno fatto! Quindi ci è andata bene!
Gunter che avrà sui trent'anni più o meno è arrivato qui da due giorni (non abbiamo capito se vive sempre qui o meno) con i due figlioletti, uno di tre anni, l'altro di cinque (un terremoto!!). Proprio ieri pomeriggio dopo aver smontato nel campo la palizzata, esserci spostati in auto e averla rimontata, Simon, il volontario austriaco che è vieni qui molte volte e quindi è abbastanza esperto, mi dice di tornare al caravan per aiutare Gunter con i figli, fare il fuoco e cucinare. Buono, arrivo e Gunder mi dice che devo giocare per un bel po' con il bimbo più grande soprattutto perché lui sta continuando i lavori con il legno per migliorare il caravan. Il tedesco ovviamente non lo so, quindi la comunicazione si riduce a gesti e ad IA o NEIN! Mi avvicino a Gabriel, non so neanche come riesco a tenerlo calmo e a farlo giocare a memory e poi ci rincorriamo un po' sul prato tirandoci palline di neve rinsecchita.
Tuttavia i due momenti più belli della giornata che volevo condividere con voi sono stati quando:
  1. il bimbo di cinque anni mi ha insegnato ad accendere il fuoco nella stufa ed a mantenerlo!! Ha fatto tutto lui in pratica!
  2. finito di accendere il fuoco, ho dovuto comunque giocare ancora con lui perché il padre non aveva finito e non sapevo più cosa inventarmi, è davvero una peste! Comunque non demordo, salgo sul piano più alto dove si dorme nel caravan, lui chiude la porta scorrevole. Quindi ci troviamo al buio, con una candelina. Lui si raggomitola su di me come un gattino per fare le coccole! Non ci potevo credere! Si era fermato! Presa dall'entusiasmo ho preso un libro per bimbi a caso che c'era li e... gli ho letto una fiaba in tedesco!!! Ovviamente, non sapendolo, gliela leggevo letteralmente all'italiana, ma lui sembrava apprezzare, anzi non voleva più farmi andare via!! Non mi sarei MAI immaginata che avrei potuto fare anche questo!! Ahahah!

Ale: oggi è stata una giornata davvero lunga, siamo andati dalla mandria verso le 9.30 quando di solito ci si va verso mezzogiorno o poco prima. Il motivo di questo anticipo è che dovevamo catturare e separare dal branco tutti i maschi, per fare in modo che non fecondino le pecore e quindi non ci siano agnellini nell'inizio del periodo estivo. Questo ha una spiegazione molto semplice, d'estate si guida la mandria in zone di alta montagna, e l'inerpicarsi sarebbe impossibile per i piccoli agnellini, si rischierebbe di perderne troppi e sarebbe un super lavoro starci dietro.
Per fare questo abbiamo portato il gregge in una stradina secondaria con le macchine e i rimorchi in mezzo alla strada, io aprivo la porta e i pastori appena individuavano un maschio lo prendevano per una zampa e lo trascinavano fino al rimorchio dove lo si chiudeva.
Si è poi costruita la solita recinzione ma appena finita Jost il pastore ci dice che erano cambiati i programmi e che avremmo lasciato il gregge in un'altra zona. Beh poco male, la recinzione sarebbe quindi tornata buona per il giorno dopo! Nel frattempo la ragazza francese doveva provare a guidare il gregge, proprio da vera pastora! Il compito è davvero complesso per quanto dall'esterno possa sembrar che i pastori non facciano nulla. I comandi al cane, il modo di avanzare, e tanti altri dettagli rendono la cosa difficile per chi non ha esperienza. Risultato, nessun grosso problema, ma semplicemente invece di essere il gregge a seguire la pastore era la pastora ad essersi trovata dietro al gregge! Per lei questa è stata solo una delle piccole sfortune che alla fine della giornata l'hanno fatta sentire davvero abbattuta.
Per una serie di inconvenienti poi abbiamo ritardato a finire la nuova recinzione, il gregge è arrivato col buio e il tutto non è stato ottimale come le altre volte.
Non ultimo un mio tentativo di fare dei numeri con la fuoristrada, quando mi hanno chiesto di andarla prendere dal campo in cui era parcheggiata, e non trovando la stradina che scendeva ho imboccato un vicolo cieco che dava su un piccolo fossetto.. ovviamente macchina impantanata, e col rimorchio dietro era diventato difficile tornare indietro. Per fortuna Jost rischiando comunque abbastanza ha ripreso la stradina giusta attraversando un forte avvallamento del campo, risolvendo quindi uno dei tanti inghippi della giornata.

E qui vorrei fare una parentesi dedicata a Jost che dobbiamo ammettere ci sta stupendo giorno per giorno..
Premettiamo che fa il pastore di lavoro da circa 6 anni senza avere però un suo gregge. Lavora tra Germania Austria e Svizzera per altre persone come in questo caso e sempre di inverno con Hans che è proprietario di gregge caravan e anche il creatore di questo personale modo di vivere e sentire la vita pastorizia.
Hans non l'abbiamo ancora conosciuto e forse non succederà almeno per questa volta, poiché la sua ragazza è incinta e sta in questi giorno per partorire.
Tornando però a Jost, ogni giorno si rivela sempre più profondo e corretto, oseremmo dire saggio..
E' un ragazzo molto particolare, a partire dall'età che è abbastanza indefinita..potrebbe avere 28 anni come 36, però con sprazzi da 20enne. E' molto calmo, ascolta bene ciò che si dice e risponde chiaramente. E' tollerante con gli sbagli ed anzi ne trae sempre spunto per dare qualche dritta, o a volte ammettere che sono stati causati da un suo errore iniziale. Insomma, dobbiamo dire che è un piacere e una sorpresa trovare in un pastore una persona così equilibrata. Non è però del tutto inspiegabile, se si pensa che lo stesso lavoro del pastore potenzialmente avrebbe molte carte in regole per insegnare virtù come pazienza, tolleranza e costanza. In realtà poi parlando con lui abbiamo e stiamo tuttora scoprendo molte cose. Per esempio che in certi paesi i pastori hanno per legge delle zone adibite al loro allevamento, zone in cui non devono chiedere il permesso a nessuno e in cui quindi non hanno nessun contatto con la popolazione. Questi pastori sono spesso scontrosi alle domande, non sono abituati al contatto umano e spesso alcuni di questi non abbracciano del tutto la vita pastorizia, arrivando per esempio a guidare il gregge precedendolo lentamente in macchina al caldo e belli comodi..
Hans e Jost invece sono pastori “liberi” da questo sistema, girano le fattorie chiedendo ospitalità per parcheggiare il caravan e collegare l'elettricità e offrendo in cambio la carne che producono dal gregge che può vantare una qualità davvero alta. Questo li mette in contatto giornaliero con la gente e con aiutanti come noi e tutto ciò li rende più disposti ad ascoltare e a condividere tutti i pochi spazi che hanno.

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