9 ore di lavoro, la schiena un po' dolorante per le tante ore in piedi, la testa frollata dalla concentrazione per le mille domande dei clienti e l'essere sempre pronti, reattivi e disponibili.
Appena tornati in camera anche se il pensiero di farlo c'è, pare che il corpo non sia nella giornata giusta per attivarsi e correre.. la giornata però è stupenda, un sole pazzesco appena sopra il profilo delle montage, un vento fortissimo e gelido che promette di dare una sferzata di energia. La temperatura sarà di 2 3 gradi, col vento precepita come negativa..
Pochi minuti e sono fuori, lettore mp3 qualche istante di stretching con le gambe che si gelano e si parte. Tutto cambia in un istante, la testa si svuota, il corpo che ormai conosce bene il gesto si imposta e tutto riprende un ritmo unico e sincronizzato. La musica, il paesaggio e il ritmo del corpo tra fiato cuore e mente si fondono assieme. Il vento è davvero forte, e guardando solo il paesaggio stupendo sembra quasi di planarci sopra. E' proprio vero, “Correre è un po' come volare”, come dice il mitico Marco Olmo super campione di ultra trail alla giovane età di 60 anni. La strada asfaltata abbastanza larga è in realtà solo una strisciolina che taglia la terra verso il ghiacciaio che abbiamo a circa 20 km dalla caffetteria. Alla mia sinistra il sole verso il tramonto e il profilo delle montagne, a destra proiettata sul terreno la mia ombra. La guardo mentre corro e ascolto alcune canzoni per me molto evocative.. quasi mi annullo, ci sono solo il sole e la mia ombra, io leggero metto un passo dopo l'altro senza rendermene conto e dopo circa 4 km faccio dietro front e torno indietro. Il sole il questo periodo sta sempre più raddrizzando la traiettoria al tramonto.. ciò significa che invece che “cadere” rapidamente e nascondersi dietro all'orizzonte procede quasi lateralmente. Dopo circa 50 min di corsa è quasi nello stesso punto di quando sono partito. Pare quasi che in questa magica corsa si sia fermato il tempo, come per farmi gustare meglio il momento.
Sembra poco, ma il trovarmi a correre affrontando il vento gelido e dopo 9 ore di lavoro mi da una grande forza. Si tratta della coerenza, dell'essere coerenti con se stessi e mettere in pratica ciò che al nostro interno si vorrebbe fare. E' durissima a volte, ma questo può materializzare realtà che fino a prima erano solo nella nostra testa. In fondo poi è con questo nostro materializzare che ora ci troviamo qui dopo molte altre stupende esperienze vissute viaggiando.
Appena tornati in camera anche se il pensiero di farlo c'è, pare che il corpo non sia nella giornata giusta per attivarsi e correre.. la giornata però è stupenda, un sole pazzesco appena sopra il profilo delle montage, un vento fortissimo e gelido che promette di dare una sferzata di energia. La temperatura sarà di 2 3 gradi, col vento precepita come negativa..
Pochi minuti e sono fuori, lettore mp3 qualche istante di stretching con le gambe che si gelano e si parte. Tutto cambia in un istante, la testa si svuota, il corpo che ormai conosce bene il gesto si imposta e tutto riprende un ritmo unico e sincronizzato. La musica, il paesaggio e il ritmo del corpo tra fiato cuore e mente si fondono assieme. Il vento è davvero forte, e guardando solo il paesaggio stupendo sembra quasi di planarci sopra. E' proprio vero, “Correre è un po' come volare”, come dice il mitico Marco Olmo super campione di ultra trail alla giovane età di 60 anni. La strada asfaltata abbastanza larga è in realtà solo una strisciolina che taglia la terra verso il ghiacciaio che abbiamo a circa 20 km dalla caffetteria. Alla mia sinistra il sole verso il tramonto e il profilo delle montagne, a destra proiettata sul terreno la mia ombra. La guardo mentre corro e ascolto alcune canzoni per me molto evocative.. quasi mi annullo, ci sono solo il sole e la mia ombra, io leggero metto un passo dopo l'altro senza rendermene conto e dopo circa 4 km faccio dietro front e torno indietro. Il sole il questo periodo sta sempre più raddrizzando la traiettoria al tramonto.. ciò significa che invece che “cadere” rapidamente e nascondersi dietro all'orizzonte procede quasi lateralmente. Dopo circa 50 min di corsa è quasi nello stesso punto di quando sono partito. Pare quasi che in questa magica corsa si sia fermato il tempo, come per farmi gustare meglio il momento.
Sembra poco, ma il trovarmi a correre affrontando il vento gelido e dopo 9 ore di lavoro mi da una grande forza. Si tratta della coerenza, dell'essere coerenti con se stessi e mettere in pratica ciò che al nostro interno si vorrebbe fare. E' durissima a volte, ma questo può materializzare realtà che fino a prima erano solo nella nostra testa. In fondo poi è con questo nostro materializzare che ora ci troviamo qui dopo molte altre stupende esperienze vissute viaggiando.
Con questo racconto breve ma intenso hai trasmesso una Forte Emozione!!! Grazzziiieeee
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