Eccoci qua!! E' passato un pochino di tempo dall'ultimo post e mancano tantissimi aggiornamenti delle mille cose che stiamo vivendo/vedendo... scusateci!
Da una decina di giorni abbiamo lasciato il Guatemala dopo qualche visita a posti meravigliosi come Semuc Champey o le rovine maya di Tikal. Ora infatti vi stiamo scrivendo dall'Honduras!! In questo ultimo periodo, è vero, ci siamo anche rilassati eh, ma il nostro tempo e il nostro cuore lo abbiamo dedicato completamente ad un progetto di raccolta fondi per le realtà di volontariato vissute nei mesi precedenti, di cui vi parleremo meglio nel prossimo post.
Vogliamo condividere con voi una riflessione salutando questo splendido Paese...
Un viaggio che si rispetti non sempre
deve essere comodo e piacevole, anzi deve anche saperti
sconvolgere..deve lasciarti molte domande irrisolte e magari un
piccolo buco nell'anima nel lasciare un luogo che ha dato molto, che
ha segnato.
In questi giorni di transizione, di
uscita dal Guatemala, abbiamo davvero la testa in panne. Forse più
che la testa è il cuore. Dopo oltre oltre 2 mesi e mezzo in questo
paese abbiamo davvero un bel carico di ricordi. Emozioni ed
esperienze ci frullano in testa e si accavallano l'un l'altra
rendendoci meditabondi ai finestrini degli autobus. Le scelte a volte
come si sa si srotolano da sole..per esempio: come abbiamo scelto il
Guatemala già all'inizio del viaggio come luogo dove fare
volontariato? Bella domanda! Beh a vederlo col senno di poi, freschi
o caldi di esperienza pare ci abbia scelto lui. Dopo questo lungo
periodo possiamo dire che nonostante molte incazzature, incongruenze
della società e altro..beh è un paese stupendo!!! Un paese dalla
cultura viva e le radici forti, anche se tanto ingenue e spesso a
rischio nel mare pieno di squali come sono il turismo e l'industria.
Le mille bellezze naturati, il calore umano e tanto altro! La
fortissima e quasi onnipresente cultura Maya, tanto che loro stessi
chiamano il loro paese con un delizioso gioco di parole
“GuateMaya”!! Un paese che in tempi recenti, tali da non poterne
ancora alleviare il ricordo e il tormento, è stato vittima di una
orribile guerra civile che ha spezzato molte tradizioni della cultura
originaria. Abbiamo affondato le mani in questo popolo vivendo in una
famiglia per un mese e mezzo...e lavorando coi bambini disabili sul
lago Atitlan. Qui in particolare conserviamo nel cuore gli abbracci
dei bambini, il difficile rapportarsi con loro e i contatti fisici,
anche quelli che all'inizio ci turbavano un po' come lo “sbavarci”
addosso e gli odori delle loro incontinenze. Tutto questo ci ha fatto
sentire davvero immersi in questo popolo, conoscendo le associazioni
che operano nel sociale e vivendo il paese ad occhi aperti. Spesso
infatti povertà e sofferenza scorrono silenziose sotto gli occhi
farciti di pacchetti visita della maggior parte del turismo, che
promuove il solo e semplice godere delle bellezze in tutta comodità.
Abbiamo visto poi come sia soprattutto l'ignoranza e l'ingenuità a
rendere le cose difficili da queste parti...forse come in tutto il
mondo ciò che manca davvero è la consapevolezza e il conoscere.
Come il sapere che bruciando plastica si produce dioxina e che questa
causa tumori...o che pesticidi e veleni nelle coltivazioni tornano al
mittente, ripresentandosi nei piatti dello stesso popolo che ignaro
le usa sotto suggerimento di multinazionali straniere.
Forse la più grande difficoltà che si
incontra in paesi come questo è cercare di non farsi coinvolgere
troppo. Noi da bravi spaccaballe abbiamo sempre detto ciò che
pensavaomo su molte cose..e il pericolo da queste parti è prenderci
la mano, credere di poter giudicare e cambiare facilmente ciò che
succede. Ovviamente non è così. Spesso ciò che si vive facendo del
volontariato è che è più ciò che si prende che ciò che si da. Da
una parte l'esperienza è sempre così forte, se uno la lascia
entrare, che fa crescere molto. Dall'altra l'aiuto reale che si può
portare, in quelle spesso poche settimane o mesi, è davvero così
esiguo che in certe situazioni è più il vuoto che si lascia che il
beneficio finale. Di sicuro quanto più ci si coinvolge più si può
capire la situazione reale, le reali necessità. Queste sono spesso
su vari livelli e di certo c'è anche quello economico viste le
grandi mancanze. A questo proposito l'uso del denaro di una donazione
fatta con responsabilità e in maniera mirata può aiutare tanto nel
concreto. Può migliorare concretamente la vita di tante persone
soprattutto di bambini, che magari se l'universo lo vuole, potranno
diventare persone coscienti, risvegliate e magari portare un grande
aiuto al loro paese dall'interno. Certo ad ogni modo va mantenuto un
profilo di grande umiltà, bisogna restare coi piedi per terra e
sapere che spesso l'aiuto dato potrebbe non sortire l'effetto
desiderato. Questo vale soprattutto per i tentativi di aprire le
menti e aumentare la consapevolezza. Questa in particolare è
fondamentale per rendere la società più autonoma e cosciente. In
questo campo i risultati sono lenti e difficili, e spesso proprio
perchè non richiesti e non visualizzati dal popolo, o addirittura
non accettati. Qui però stiamo mettendo in discussione il concetto
di volontariato intero. Stiamo cercando di capire quanto il turismo
di volontariato, perchè spesso anche questo è turismo, faccia del
bene o anche questo mescoli le carte così tanto da perdere il senso
e l'aiuto che può dare. Nel nostro caso abbiamo preso a cuore questo
dubbio e ci siamo sempre chiesti quanto il nostro intervento potesse
aiutare o solo alzare la polvere e lasciare un vuoto che si poteva
evitare. La nostra scelta di fare una raccolta fondi è stata mossa
da tante cose e anche da queste considerazioni. Come abbiamo detto la
necessità di fondi per migliorare concretamente la vita di tante
persone è reale, ed è efficace fintanto che si supervisiona la
cosa, come appunto da bravi spaccaballe quali siamo!! Il coinvolgere
più persone e l'idea di suddividere la ricchezza inoltre, è forse
più filosofico ma crediamo sia importante per renderci tutti più
consapevoli. Di cosa esattamente? Beh, dalla nostra parte sapere che
tutto sommato stiamo bene e apprezzare di più ciò che abbiamo,
dall'altra rendere un po' più semplici le cose e alleviare il peso
di certe realtà quotidiane.
Speriamo in questo modo di non rimanere
per queste realtà solo delle stelle comete che spariscono
all'orizzonte senza lasciare nulla dietro.
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