Ed eccoci quindi al racconto di un’avventura tra i monti di Madeira di sabato 25 Giugno..
Sapevamo che qui c’erano delle stupende zone per camminare ed ammirare la natura del posto, ci eravamo quindi messi in moto per raggiungere una di questa zone..
Una volta presa confidenza con la famiglia e il luogo ci eravamo resi conto che poteva essere difficile per noi senza un mezzo raggiungere i luoghi delle più belle camminate..
I mezzi pubblici qui passano di rado, non che sia un posto dimenticato da Dio, anzi ci sono altre abitazioni, ma nonostante ciò il primo bus passa alle 14… ovviamente troppo tardi..
Chiesto consiglio alla famiglia, questa ci aveva spiegato che in tutta l’isola ci si poteva spostare facilmente facevo auto-stop.. che la gente era disponibile e che era molto più rapido degli autobus..
Ok restava da decidere quindi il luogo da esplorare..
Guida alla mano, Nastja la madre, ci consiglia uno stupendo percorso lungo una Levada esattamente Ribeira de Janela..
Breve parentesi.. cosa saranno mai le Levadas? Altro non sono che dei corsi d’acqua, simili alle nostre “canalette” per irrigare i campi, che su un letto artificiale scorrono dalle montagne dove hanno le sorgenti per arrivare fino a dentro le case che spesso terrazzate e con i campi in discesa convogliano l’acqua nelle coltivazioni e fino ad ogni singola pianta. In questo modo è possibile irrigare con una quantità d’acqua davvero impensabile in altri modi..
Ma torniamo al percorso.. Questo è quasi solo in discesa; parte da un altopiano a 1200 metri sopra la città di Porto Moniz a nord-ovest dell’isola, scende rapidamente per circa 4 km in mezzo al bosco fino ad incontrare la Levada che tre km verso destra ha la sorgente.
Il percorso continua però verso sinistra, e qui inizia il punto più interessante ed avventuroso.
Si dovranno infatti attraversare otto tunnel che forano la montagna, dentro i quali passa la Levada..
Ci avevano avvertito della necessità di torce poiché i tunnel sono completamente senza luce..ma nessuno ci aveva avvertito della quantità d’acqua che, forse in questa stagione, filtrava dalle rocce fin sopra le nostre teste..
Per fortuna eravamo partiti ben preparati, con giacchette a vento impermeabili, torce frontali ben cariche, pedule da montagna, scorte di cibo e acqua..
Affrontiamo quindi il primo tunnel, di circa 400 metri di lunghezza..
Come si vede dalle foto non sono molto grandi, giusto lo spazio per la Levada sulla sinistra, sulla destra un muretto che le separa da un piccolo camminamento in terra a contatto con la parete destra in roccia.
Già davanti all’ingresso si poteva sentire un insalubre aria fredda e umidissima, e la lontana luce dell’uscita in fondo al tunnel ci stava già stimolando l’adrenalina..
Attraversiamo il tunnel senza grossi problemi, anche se c’era da stare attenti perché spesso il camminamento era allagato e ci tocca usare il murettino giusto a filo con la Levada..
Finito questo primo tunnel, che già ci sembrava lungo, non sapevamo cosa ancora ci aspettava!!
Il secodo tunnel infatti, già dall’entrata presentava un’anomalia un po’ preoccupante.. non si vedeva la luce dell’uscita… o meglio, si vedeva loooontanissima e piiiiiccolissima in pratica un puntino..
Partiamo e ci addentriamo.. arrivati al punto in cui la luce dell’entrata era troppo lontana da illuminare all’interno faceva una certa impressione, appunto perché l’uscita era davvero molto lontana..
Ad un certo punto sentiamo scrosciare di acqua e capiamo che l’acqua filtrata dalle rocce era come una pioggia.. e non solo capiamo ma la sentiamo addosso!! Una vera e propria doccia fredda!!
Ricordiamo sempre che eravamo in bilico sul muretto, tenendoci con la mano sulla roccia alla destra, a volte lontana da essere raggiunta, e col terreno allagato a tratti..
E allora via, cappuccio giacchette impermeabili, frontale e con una specie di balzo si attraversa la pioggia copiosa dal soffitto!!
Ma la natura è sembra fantasiosa.. chi ha detto che l’acqua deve uscire solo dal soffitto? Ed ecco infatti un potente getto che sgorga alla nostra destra dalla parete laterale!!
Proseguendo per il tunnel si alternavano zone “asciutte” a zone con pioggia e getti.. tutto questo per la bellezza di 1.2km come poi dalla guida abbiamo scoperto… 1.2 km nella roccia, stando concentrati per non cadere in acqua (comunque bassa e non pericolosa…) non cadere o battere la testa sul soffitto a volte molto basso (come invece è successo a qualcuno..) ..
Finalmente il puntino della luce diventa sempre più grande, fino a diventare reale e quasi uscita…
Lo raggiungiamo e ci avvolge un’aria calda e secca che quasi avevamo scordato.. una stupenda luce abbagliante e un sole pronto ad asciugarci i pantaloni fradici!!
Un volta asciugati e dopo un fugace merendino, ci aspettavano altri 6 tunnel, ma tutti molto corti e senza docce incluse..
Il cammina continua facendoci ammirare stupendi paesaggi, e facendoci provare qualche vertigine, particolari che nelle foto davvero non trovano giustizia!!
Belli stanchi e cotti dopo altri circa 6 km vediamo in lontananza il mare ed una cittadina, Lagoa, appena fuori dalla gola.
Finalmente arriviamo alla fine del sentiero, e incrociamo la strada che porta giù alla cittadina, circa 500 metri più in basso..
Percorriamo la strada che va verso sinistra e ci appare come un miraggio una piccola pizzeria ristorante dove ci fiondiamo mangiando una “pizza” in due e ristorandoci..
A questo punto però mica era finita.. eh si, dovevamo infatti tornare a casa!!
Erano circa le 18 e non c’erano più mezzi pubblici per tornare..
Parte quindi l’avventura autostop…
Ma da subito, e già lo immaginavamo, capiamo che davvero…non c’è un cane!!! O quasi…come dalle foto si vede..
Prendiamo la stradina in salita verso Achadas da Cruz, ma le che macchine che incontravamo venivano tutte giù e la maggior parte andava a Porto Moniz…
La sensazione era tra disperazione e follia.. sai quando sei stanco, ma devi per forza faticare ancora e la mente va va e va.. e cominciano (o continuano in questo caso!) le cazzate.. quante risate e quanta fatica per percorrere quei km in salita e discesa tra paesini dispersi in cui non c’era anima viva (anzi se c’era qualcuno quando passavamo rientravano in casa!). La nostra speranza scema sempre di più e oramai crediamo di doverci fare quei 20/30 km a piedi per tornare a casa.. e invece avviene l’apparizione: una macchina con un solo uomo (quindi con posto sufficiente) arriva e va nella nostra direzione! Noi, sfoggiamo i nostri occhi supplichevoli migliori, grandi e disperati, per cogliere quell’unica opportunità. Il signore lo vediamo imprecare ma.. poi si ferma! E conosciamo questo venezuelano sui 50 che vive a Madeira da una ventina d’anni e comincia una entusiasmante conversazione in spagnolo con cui scopriamo altri dettagli e particolarità dell’isola. Capiamo anche che lui non abita vicino a dove noi risediamo, anzi.. ma gentilmente gli chiediamo se, in cambio del pagamento del carburante, a questo punto ci porta anche a casa, vista la scarsità di persone in giro… Lui continua a parlare, tranquillo e pacifico e ci ritroviamo di fronte a casa nostra! Non vuole niente in cambio, anzi ci ringrazia per la conversazione e ci augura tutte le cose migliori! Che manna dal cielo!!!
Davvero un'avventura straordinaria, di quelle proprio imprevedibili, in cui tutte le circostanze e le coincidenze prendono forma man mano senza che tu abbia una minima idea di come possa proseguire..
Esausti ed ancora increduli ci buttiamo sul lettone ed assaporiamo il gusto della vera soddisfazione di aver passato una fantastica giornata.
Davvero un'avventura straordinaria, di quelle proprio imprevedibili, in cui tutte le circostanze e le coincidenze prendono forma man mano senza che tu abbia una minima idea di come possa proseguire..
Esausti ed ancora increduli ci buttiamo sul lettone ed assaporiamo il gusto della vera soddisfazione di aver passato una fantastica giornata.
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