Ed eccoci come per magia già al dodicesimo giorno di permanenza e di lavoro nella famiglia..
Questi giorni sono davvero volati, e in realtà sembrerebbe passato già un mese.
Le rapide successioni di emozioni e fasi, che soprattutto all’inizio di un esperienza così avvengono, rendono ogni istante molto più denso di quanto non sarebbe stato nella consolidata routine casalinga.
Già… quella routine casalinga che a volte tanto odiamo e che sogniamo di rompere con una bella vacanza, ma che spesso ritorna molto forte anche nella vacanza stessa ricalcando quindi i soliti schemi.
Calarsi in una situazione che stravolga le proprie abitudini e per un intervallo di tempo abbastanza lungo è sempre molto destabilizzante e ci mostra quanto poco in realtà ne sappiamo della Libertà e quanto forse ci faccia un po’ paura..
La partenza come dicevo è sempre difficile… e i primi giorni ti senti sempre inadeguato e nel posto sbagliato..
La situazione non è la tua, e a volte ti senti come in una specie di sogno e aspetti come di svegliarti per riprendere il filo che avevi lasciato..
Non per forza perché si stia male nella nuova situazione, ma spesso perché ci è quasi del tutto estranea..
Personalmente, e qui parlo appunto per me, ho sofferto un po’ il cambio di routine, di riferimenti e di “sicurezze”..
Di certo però questo rompere le regole e le abitudini può dare un incontenibile entusiasmo una volta ritrovato un certo equilibrio.
In questi giorni abbiamo assistito ad una trasformazione del nostro modo di approcciare alla famiglia, alla casa, al lavoro ed all’esperienza in genere..
Da semplici ospiti, con un certo timore di muoverci, siamo arrivati a sentirci quasi a casa, anche grazie alle varie volte che la famiglia è uscita in blocco lasciandoci la casa a disposizione e quindi dandoci totale fiducia.
In un esperienza del genere è fondamentale “sentirsi a casa”.. già il singolare rapporto di lavoro non pagato ma corrisposto con vitto alloggio e convivialità non è per nulla facile e scontato.
Inoltre certe semplici problematiche che prima della partenza non vengono in mente, diventano lampanti una volte dentro la situazione.
Per esempio, in una normale situazione di lavoro, finite le ore dovute il rapporto si chiude e ci si dedica alle proprie attività. In questo caso è diverso, poiché alla base dell’esperienza c’è anche un motivo di scambio culturale e umano.. il che rende la cosa più complessa..
Per esempio è capitato che dopo 6 ore di lavoro a togliere erbacce sotto il sole cocente ci chiedessero di tenere d'occhio i bambini che giocando in piscina non si facessero male.. e questo giusto nell'istante in cui appena rientrati in camera stavamo per buttarci in doccia...li per li è stato un po’ seccante, ma conoscendo la natura dell’esperienza non dovrebbe sorprendere. Questa ed altre cose non fanno parte dell’immaginario prima della partenza per un’esperienza come questa..sopratutto se è la prima volta..
Tra pochi giorni quindi saremo già qui da due settimane, il bilancio per ora è positivo, anche se iniziamo a diventare un po’ critici nei confronti della famiglia e di piccole cose che possono essere fastidiose..
Continuiamo comunque a vivere giorno per giorno, e a sfruttare l’occasione che abbiamo..
Come si è visto dalle foto sabato abbiamo vissuto una stupenda avventura nella natura di Madeira, e nel prossimo post racconteremo un po’ le impressioni e qualche aneddoto..
Ale
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