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mercoledì 20 luglio 2011

Quasi Turchia...

Eccoci qui dalla camera del nostro Ostello, per la precisione il secondo quì a Lisbona. Il primo non aveva la rete inclusa anche se hostelbookers lo dichiarava. E' anche questo il motivo dei ritardi negli aggiornamenti. Abbiamo avuto difficoltà da quando abbiamo lasciato Funchal la prima volta per andare a Porto Santo, perchè le reti non c'erano e quando venivano fornite erano lentissime, cosa che rendeva dura anche leggere le mail. Abbiamo molte foto che ci terremmo a postare. Tutte quelle di Porto Santo per esempio, nonchè quelle di Lisbona. Abbiamo vari aneddoti da raccontare, sia ancora nella famiglia a Ponta do Pargo, sia a Porto Santo e anche qui più recenti. Con un pò di pazienza ce la faremo a tornare al passo con gli eventi. Fa strano quindi raccontare il presente in questo momento, con molte cose tralasciate, soprattutto dell'ultimo spostamento. Ma ci sembra doveroso raccontare alcune emozioni e pensieri che si affacciano in queste ultime ore a Lisbona. Viaggiare in questo modo, in questo quasi vagabondare è davvero diverso e apre scenari mai visti o immaginati prima. Domani mattina ci sveglieremo e in poche ore tra bagagli e trasporti pubblici ci troveremo in un aereo diretto verso la Turchia. Assurdo!!! Sembra davvero di aver il mappamondo in mano, puntare un dito a casaccio e dire: "Andiamo qui!!". In realtà beh, l'idea è rimanere in Europa, anche se la Turchia è un paese border line in questo senso. Già il fatto che abbia una moneta diversa dall'Euro ti fa sentire più "all'estero", com'era un tempo prima della moneta unica. Le reazioni delle nostre famiglie poi, dimostrano questa sensazione.. tipo "EEEEhhhhhh??? Turchia???" "COSSSAAA??? Siii matti??!!"
Ad ogni modo la sensazione di libertà è grande, e assieme a quella girano in testa molte domande e stupore riguardo al mondo. Fa tanto pensare quanto poco ne sappiamo del mondo. Noi lo identifichiamo sempre con il nostro Paese..quando va alla grande!! In realtà però se guardiamo bene il mondo per noi è la nostra regione, la nostra città e il nostro quartiere. Spesso infatti tutto gira attorno alla nostra casa e al luogo di lavoro, o all'università che già da una maggior apertura dandoci modo di cambiare spesso luogo. In una città di un paese straniero i sensi sono sempre all'erta. Gli odori, i rumori, le facce, le razze i gusti del cibo... tutto allo stesso tempo è familiare e totalmente diverso da quanto già conosciamo. Dico familiare perchè tutto il mondo è paese e se si capiscono i meccanismi sociali di base comuni a tutta l'umanità a volte ci si può sentire a casa in tutto il mondo. Tutto però da sensazioni diverse e fa sentire fuori luogo, un pesce fuor'acqua. La cosa più lampante ovviamente è la lingua.. non riuscire a comunicare, a volte anche cose molto semplici, è frustrante e fa sentire isolati. Già quì in Portogallo, stato europeo da molti anni, dalla cultura latina simile che ci fa sentire molto vicino ai suoi residenti, ci ha messo a dura prova alle volte. Da Madeira a Lisbona, la sensazione è stata innanzitutto che l'inglese è parlato poco, ma soprattutto che se cerchi di comunicare in un simil portoghese per le tue necessità quotidiane (un'indicazione stradale, un suggerimento, dov'è la metro che cerchi, ect..) ci sia un forte muro... se cerchi la stazione di Rato e lo dici letteralmente all'italiana Rato nessuno ti capisce, nessuno si mette nei panni di te, straniero, che non sai niente di questa lingua, e ti rispondono "non so do ve sia"... in quanto dovevi dire RRRRRRhhhatu!!! Mah? Mah? Non è molto diverso ufffiii, non è così difficile provare a comunicare... Questo è uno di molti esempi che ci sono successi in questo piccolo stato europeo dove la gente è davvero gentile e disponibile, ma allo stesso tempo (secondo noi) arroccata un pò nella sua tradizione e cultura. E poi pensiamo a domani, alla Turchia... ben ciò!!
E' strano poi vedere come la mente sia lenta nell'aggiornare i nuovi stimoli e i dati sensoriali e farli diventare familiari e non più inaspettati. Abbiamo sentito tantissimo questa confusione... l'essere a Porto Santo con la testa a Madeira o l'essere a Funchal e pensare di essere a Ponta do Pargo. Ma soprattutto ora! Realizzare di essere nella capitale portoghese, ripensare a Madeira e rendersi conto che domani saremo a migliaia di chilometri da quì, in una cultura completamente diversa! La mente non ci stà dietro, più che altro le sensazioni... Noi, poi, siamo un caso a parte... siamo un pò lntini nel fare questi update di nostro, nell'aggiornare tutti gli input sensoriali quotidiani... quindi questa situazione ci scombussola assai! Ma ci stà!
La cosa però più bella è l'accorgersi non più delle cose che allontanano i paesi e i popoli, ma le cose che li avvicinano e li rendono uguali. Ci avviciniamo quindi a domani con queste sensazioni, con il desiderio di vedere qualcosa di nuovo che ci possa "sconvolgere" un pochino i sensi e i già scombussolati riferimenti.. per poi poter imparare a sentire familiare anche questo nuovo luogo, con tutte le sue buone e brutte sfacettature. Come suggerisce una stupenda canzone della quale vi parleremo e che ci ispira da tanto, cercheremo di Spiralare lasciandoci sconvolgere da quello che troveremo, e arrivando magari dove non si era mai stati prima.

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