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lunedì 8 agosto 2011

LA STANZA DELLO SPIRITO E DEL TEMPO

Sono le 17.45 del 7 agosto quando inizio a scrivere questo post..

Sono comodamente seduto sulla terrazzina costruita attorno all’albero, dove abbiamo spesso svolto piccoli lavori con le erbe aromatiche, riposato dopo pranzo, e spesso la sera gustato il mitico thè Chai. Questo posto è davvero conciliante, per tutto.. il sonno, la lettura, le chiacchiere.. e in più è abitato da un simpaticissimo scoiattolo che ogni tanto fa capolino scendendo abbastanza da farsi vedere e ammirare.

Oggi è davvero una giornata strana, diciamo la classica giornata di svolta, quella che segna un cambiamento.

Siamo qui soli da circa le 15.30 perché i nostri amici, i due ragazzi spagnoli, sono partiti per continuare il loro viaggio alla volta della Cappadocia.

Sono stati accompagnati da Aydin ed Ebru che li hanno portati alla strada principale dove, facendo autostop, cercheranno di arrivare entro sera ad Antalya, capitale di questa regione che dista 150km da Kas.

Il villaggio è davvero stupendo con questo silenzio. Fa un gran caldo, ma sappiamo bene che qui è nulla in confronto al caldo che farebbe giù a Kas soprattutto a quest’ora. Qui da soli con i nostri ritmi e le nostre ultime faccende da fare per preparare un po’ di roba, possiamo prenderci la giusta calma per capire il periodo che sta per chiudersi. Questo come un treno in corsa ci ha travolto e coinvolto così tanto che allo stesso tempo pare durato pochi giorni e più di un mese.. Eflatun è così piacevole con questa calma e all’ombra dell’albero, ma un po’ di malinconia ci sta già entrando nel cuore.

Guardandoci indietro sembrerebbe un altro anno quello in cui a Lisbona visitavamo la città nell’attesa di imbarcarci nell’avventura Turca carichi di tutti i dubbi e le aspettative. E ripensando a queste oltre due settimane, pare quasi fosse già scritto che dovessimo passare per di qua. Al contrario di Madeira tutto si è perfettamente incastrato fin dal principio. La malinconia che proviamo è nuova in questo viaggio, dato che lasciare Madeira per quanto ci abbia regalato delle stupende avventure, dal lato umano non ci sentivamo molto legati come qui. Questo periodo ad Eflatun invece ci ha davvero rinfrancato, ci ha stampato un bel sorriso sul volto e ci ha caricato di molti bei ricordi ed avventure, soprattutto in amicizia.

Già da Lisbona iniziavo poi a maturare un certo sentimento. Ripensavo al concetto di “vagabonding”, fenomeno di nicchia che è quasi esattamente ciò che stiamo facendo noi, e capivo quanto sia vero che la dimensione del viaggio e dell’avventura possa essere una vera e propria scelta di vita. Viaggiare poi non apre la mente..la scardina!! A volte poi, soprattutto se si viaggia a cervello collegato, può essere difficile. Accettare le differenze culturali, religiose, di pensiero, estetiche ecc.. sembra cosa da nulla, ma vivendole in prima persona possono spiazzare facilmente. La cosa bella è che al di là di tutte queste differenze ci sono molte uguaglianze in ogni cultura, basandosi l’intero genere umano sugli stessi valori fondamentali. Una persona di grande esperienza, che è anche il fondatore del nostro gruppo di capoeira alla domanda “di che razza sei” risponde spesso: “dell’unica razza che esiste al mondo…la razza umana!!”…mi piace un sacco questo pensiero e appunto viaggiando lo vedo sempre più vero.

Ma tornando al discorso principale, non nascondo che mi viene un filo di vertigine a ripensare a Madeira e tutte le avventure vissute anche li. Sembra una vita fa, e in realtà è passato “solo” poco più di un mese e mezzo dalla nostra partenza. Lo stesso mese e mezzo vivendo a Treviso nella quotidianità estiva, sarebbe parso così veloce e breve. A volte pensandoci e pescando a caso tra i tanti ricordi mi sento un po’ come i personaggi di Dragon Ball, quando per comprimere il tempo e crescere più rapidamente entrano nella mitica “Stanza dello Spirito e del Tempo” dove un giorno terrestre equivale ad un anno li dentro. Pare proprio così; le tante esperienze, i rapidi cambiamenti e adattamenti fanno comprimere il tempo vivendo molte più cose. Mi viene anche in mente un frammento di uno dei stupendi film di De Crescenzo, (consigliati dal mitttico Dario detto Conte Fefè!!) dove lui mostra con un piccolo grafico che vivendo una vita piena di avventura, amore e passione; cioè in “ampiezza”, il tempo si comprime e ti permetta di invecchiare molto meno.

Siamo quindi qui tra la quiete e i suoni della natura a rivedere questi stupendi 17 giorni e prepararci alla nuova partenza di domani. E qui qualche spiegazione, soprattutto sul perché non siamo partiti con i nostri amici. L’idea in realtà dai primi giorno era questa, cioè di partire tutti assieme alla volta della Cappadocia. Questa regione davvero unica è fatta di paesaggi da fiaba, creati ad arte dalla natura in milioni di anni di azioni vulcaniche, erosione del vento e spostamenti terrestri. L’uomo poi ci ha messo del suo, costruendo case e intere città nella roccia. Sicuramente quindi un posto da visitare, se non fosse per alcuni dettagli che ci fanno un po’ desistere.

Il primo è che è davvero distante da qui, circa 800km. I mezzi sarebbero il bus, in circa 14 ore stremanti, o un volo interno che tra il cambio in lira e i giorni più favorevoli può arrivare a costare anche solo 36 euro circa tutto compreso.
Il secondo è con i ragazzi, nonostante lo stupendo rapporto di questo periodo, abbiamo capito di non avere lo stesso stile di viaggio e che sarebbe un po’ difficile metterli assieme rischiando di creare tensioni e quindi di rovinare tutto..

Per quanto riguarda il viaggio, sarebbe di certo possibile anche spezzarlo in due tratte facendo una tappa intermedia. La nostra idea però era di uscire dalla Turchia verso la Grecia in traghetto e poi da a Atene decidere verso dove muoversi. In questo senso quindi, allungare di 800km verso est per vedere la Cappadocia, potrebbe essere troppo in termini di tempo.

Riguardo invece il rapporto con i ragazzi cercherò di spiegarlo un attimo. Il punto principale è che loro vorrebbero viaggiare più all’avventura possibile, spendendo pochissimo e arrivando anche a dormire all’aperto in una panchina o qualcosa di simile. Per noi con molti bagagli e molta tecnologia al seguito sarebbe l’ultima cosa raccomandabile. Si creerebbe quindi una situazione nella quale si dovrebbero mettere assieme due tempistiche del tutto diverse e con esigenze diverse. Aleix, il ragazzo catalano addirittura non sarebbe d’accordo con l’esperienza di couch surfing, cosa che invece noi vorremmo tanto provare e che pure Alejandro apprezza molto e della quale è già esperto. Poi tutto sommato, dopo oltre due settimane di vita strettissima sempre tutti assieme, sentiamo il bisogno di riprendere i nostri ritmi e i nostri spazi cosa che un po’ si è persa in questa stupenda esperienza.

La cosa poi strana è che come sempre i piani e le aspettative che ci si fa cambiano sotti i piedi senza il tempo di poter “aggiornare il sistema”… C’è un famoso detto che è: “Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi piani” beh, non credo ci sia detto più vero di questo, e in questo periodo lo abbiamo sperimentato di persona.

Qualche giorno fa, quando l’esperienza ad Eflatun era a regime e circa alla metà, l’idea di andarsene dopo solo una settimana ci sembrava poco saggia. Finalmente avevamo un posto che ci piaceva un sacco, delle persone davvero in gamba a gestirlo e l’idea di prolungare ci iniziava a sembrare la più giusta. Non avevamo però ben chiaro che il nostro stare così bene li era dovuto principalmente al forte sodalizio nato con i ragazzi, e di conseguenza tra noi come gruppo, e Aydin. La partenza dei ragazzi poi continuava a essere posticipata per via del lavoro sulla mappa del campo, allungando quindi di qualche giorno la nostra esperienza. Ma soprattutto non sapevamo che stava per iniziare il mese di Ramadam.. osservanza religiosa che Aydin ed Ebru non seguono in quanto la loro unica religione è madre natura, ma ne vengono comunque influenzati in quanto ad ospiti e a ritmi di vita soprattutto a Kas dove tutto si rallenta. In particolare con la nascita del figlio, tutti i ritmi sono cambiati e hanno deciso, sia per il ramadam che per riposare un po’ di fare una pausa con i volontari di un paio di settimane, motivo per cui anche volendo non saremmo potuti restare di più. E’ quindi il momento giusto per ripartire, e mettere in cassaforte l’esperienza fatta guardando avanti a ciò che ci aspetta.

Al momento quindi l’idea per l’itinerario sarebbe di partire domani per Olympus, stupenda meta sempre sulla costa, a circa due ore ad est di Kas verso Antalya. E’ poco conosciuta ma è davvero unica. E’ un sito archeologico ed è particolare per l’esistenza di molte “case albero” alcune di queste come meta per turisti alla ricerca di una sistemazione per la notte. Ci attrae molto come meta, e data la distanza moderata è un’ottima scelta come tappa. La meta seguente sarebbe tornando verso ovest e in particolare “Pamukkale”, zona termale caratterizzata da pozze calcaree color bianco ed acqua turchese.. ogni parola è inutile a descrivere qualcosa che almeno in foto sembra davvero da vedere!!! La tappa seguente sarebbe Izmir sempre sulla costa e infine in traghetto verso la Grecia. Qui le possibilità sarebbero due: L’isola di Chios, oppure l’isola di Lesbo per incontrarci con i ragazzi spagnoli che starebbero tornando dalla Cappadocia e che qui hanno degli amici. Come al solito le opzioni non mancano, anzi ne abbiamo anche troppe e scegliere diventa sempre un po’ difficile.

Onestamente la Cappadocia, a detta di tutti da non perdere, mi piacerebbe molto visitarla. Ma in tutta onestà dobbiamo ammettere che anche Istanbul non l’abbiamo praticamente vista in quel singolo pomeriggio, e che solo lei meriterebbe almeno una settimana per goderla almeno un po’.. Entrambe quindi sembrano chiamare un viaggio solo per loro.. ci penseremo di sicuro!!

Ora in realtà, nel momento in cui sto per postare siamo già ad Olympus, stupenda località sulla costa ad est di Kas, che ha meravigliato già dal primo momento in cui siamo arrivati.. ma di questo parleremo nei prossimi post!!
A presto

Ale

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